Lettere

Le lettere, i biglietti agli amici, le confidenze ai familiari riportate nel volume svelano un Koltès inedito, molto lontano dalla crudezza dei testi teatrali conosciuti dal pubblico italiano: ne esce il ritratto di un animo sensibile, sempre in tensione tra il desiderio di emergere nel mondo culturale francese e internazionale e la paura del fallimento artistico.

Dall’infanzia all’età matura, l’inconfondibile voce di Koltès accompagna il lettore in un autentico viaggio, non solo affettivo e spirituale, ma propriamente ‘fisico’: dall’Africa al Sud America, fino ai lunghi soggiorni a New York e a Parigi, la geografia sembra dominare l’epistolario, «come a rivelare che il legame con il luogo non sia un mero dispositivo drammaturgico e letterario, ma prima di tutto una realtà esistenziale e autobiografica».

A cura di Stefano Casi

Bernard-Marie Koltès

Nasce nel 1948 in una famiglia medio-borghese di Metz.

Nel 1969, dopo aver assistito a uno spettacolo con l’attrice María Casarès, sceglie di dedicarsi al teatro.

Dopo aver frequentato per pochi mesi la scuola del Théâtre National de Strasbourg, fonda la compagnia teatrale Théâtre du Quai, per la quale scrive diversi testi che dirige lui stesso, come Les amertumes, La marche, Récits morts.

Nel 1977 il monologo La notte poco prima della foresta, presentato al Festival Off di Avignone, lo fa conoscere come una delle voci nuove della drammaturgia francese.

Le successive regie di Patrice Chéreau al Théâtre de Nanterre-Amandiers lo impongono all’attenzione internazionale.

Si spegne a Parigi nel 1989.

Tra le sue opere si ricordano Lotta di negro e cani, Nella solitudine dei campi di cotone, Quai Ouest, Le retour au désert, Roberto Zucco e il romanzo Fuga a cavallo lontano nella città.